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Il Museo Pigorini è una delle istituzioni museali più prestigiose di Roma.

Fondato nel 1875, dal 1967 ha trovato una sede definitiva all’Eur. Possiede la più importante raccolta italiana di materiali preistorici ed è uno tra i maggiori al mondo per le collezioni etnografiche extraeuropee; organizza numerose mostre temporanee e conferenze, ha un ottimo settore di didattica e un buon sito internet, che permette di integrare o preparare una visita al museo.

Ho cominciato a frequentare questo museo da bambina e ogni volta che lo visito provo la straordinaria sensazione di aprirmi al mondo.

Continuo ad entrare con un certo timore reverenziale nella sala dei “feticci” africani, resto sempre affascinata dai reperti sudamericani e adoro “navigare” tra quelli dell’Oceania.
Altrettanto interessante è il settore preistorico e protostorico, dove, nel vero senso della parola, si seguono le orme dello sviluppo dell’uomo sulla terra e si scopre chi erano e cosa facevano i nostri antenati in Italia e nel Lazio, oltre ad avere la possibilità di scoprire in scala reale di come funziona uno scavo archeologico.
Un po’ più grandicella ho avuto la fortuna di vedere anche “dietro le quinte”, ho frequentato la fantastica biblioteca con più di 50,000 volumi a disposizione e ho potuto gettar l’occhio nei laboratori.

Questo gioiello, unico tra i musei di Roma ad esser vivo, attivo e con una ricerca non solo per gli addetti ai lavori ma aperta al grande pubblico e alla città rischia ora di chiudere o, quantomeno, di vedere fortemente limitata la propria capacità di essere un organismo attivo.
Infatti, per gravissime carenze di personale ha ridotto l’orario di apertura alla sola mattina, mentre in precedenza era l’unico che chiudeva alle 20. Per parecchio tempo la soprintendente e il personale scientifico si sono trasformati in bigliettai e custodi per garantire l’apertura al pubblico.

Gianfranco Calandra, il responsabile dei Servizi di Informazione e Comunicazione del Museo, mi ha spiegato che da luglio, con decreto ministeriale, è stato istituito l’ingresso libero, attivo fino al 31 dicembre del 2008. Questa decisione è stata adottata proprio per i gravi problemi di personale di vigilanza.
Mi ha mostrato anche un articolo di Repubblica del 5 settembre, che presenta la questione, precedentemente affrontata solo  dal New York Times.

Il Ministero dovrebbe, entro dicembre, risolvere la questione, ma temo che tra tanti tagli venga decisa anche l’”amputazione” del Pigorini.
Mi piacerebbe perciò che, se ne avete tempo, andaste a visitarlo per capire  quanto importante e ricco sia come museo e quanto è affascinante è un “viaggio” tra le sue stanze.
Non lasciate morire il Pigorini, sarebbe una grave perdita per tutti!

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