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E’ l’ottobre del 2005 quando una strabiliante notizia appare sul quotidiano bosniaco Dnevni Avaz: è stata scoperta la prima piramide europea! Incredibile, ma dove? Proprio in Bosnia nella valle di Visoko, piccola cittadina di 17.000 abitanti posta una trentina di chilometri a nord di Sarajevo. E non si tratta neanche di una piccola e insignificante piramide, anzi… Alta 220 metri e con i lati della base di oltre 360 metri, è costruita in blocchi di arenaria che indicherebbero la presenza di una civiltà avanzata in una regione che non è certo famosa per le sue bellezze archeologiche. La piramide sarebbe passata inosservata fino ad ora perché ricoperta da terra e vegetazione che con il tempo l’ha nascosta facendola sembrare una semplice collina dalla forma curiosa, la Visocina Hill.

La notizia viene presto ripresa dalla stampa internazionale e le meraviglie che riserva la costruzione, subito ribattezzata “Piramide del Sole”, aumentano di giorno in giorno. Una strada lastricata, della lunghezza di 420 metri, conduce alla sommità dove vi sarebbe uno spiazzo cerimoniale e sui lati della piramide, costituiti da gradoni di arenaria secondo lo stile mesoamericano, si aprirebbero misteriosi tunnel che si perdono nel sottosuolo. Se ciò non bastasse la piramide è anche allineata secondo i punti cardinali e quindi non può che essere opera dell’uomo: lo mostrano le foto dal satellite, mentre nelle vicinanze vengono scoperte perfette e misteriose sfere di pietra.

Il team di ricerca (la “Bosnian Pyramid of the Sun Foundation”) è guidato da Semir Osmanagic, un bosniaco emigrato negli Stati Uniti, dove è ora proprietario di un’azienda che produce elementi metallici per l’edilizia. Osmanagic non è quindi un archeologo, ha studiato Economia e Scienze Politiche all’università di Sarajevo, ma ciò non gli impedisce di dilettarsi nella scrittura di articoli di storia alternativa e di sapore New Age, sui Maya e la loro discendenza da Atlantidei e Lemuriani, legati in qualche modo ad extraterrestri provenienti dalle Pleiadi.

Assecondando la sua passione per la scrittura pubblica dopo pochi mesi il libro “The Bosnian pyramid of the Sun – Discovery of the first European pyramids”. Già dalle prime pagine non mancano le sorprese: la piramide è antica, così antica da avere più di 10.000 anni. La regione dei Balcani e in particolare la Bosnia – così afferma Osmanagic – era la culla di una civiltà molto avanzata che prosperò durante l’ultima era glaciale mentre il resto dell’Europa era coperto dai ghiacciai. Ma improvvisamente avvenne il disastro: lo scioglimento dei ghiacciai causò un’enorme ondata distruttrice che spazzo via questa civiltà e ricoprì la piramide di sedimenti, celandola fino ad ora alla conoscenza umana. Il libro prosegue illustrando le prove genetiche (tenute nascoste dalla scienza ufficiale) della presenza di questa misteriosa popolazione in qualche modo imparentata con gli Illiri, in Perù e nelle Americhe, dei suoi spostamenti per il globo, teorizzando la presenza di continenti scomparsi, i celeberrimi Lemuria, Mu e Atlantide; e così Osmanagic trova analogie tra le sfere di pietra bosniache e quelle del Costa Rica e del Messico. Sfere e piramide sarebbero servite a produrre una qualche forma di energia ultravioletta a noi sconosciuta che, interagendo con i processi biologici del corpo umano, diffonderebbe prosperità e un senso di pace.

Ma le scoperte non si fermano qui, perché le piramidi sarebbero addirittura tre, poste ai vertici di un triangolo equilatero. Le due nuove costruzioni vengono immediatamente battezzate “Piramide della Luna” e “Piramide del Dragone”, mentre si diffondono voci dell’esistenza di altre piramidi non ancora scoperte. Secondo il politico bosniaco Sulejman Tihic esisterebbero addirittura nove piramidi e Osmanagic dichiara che probabilmente ve ne sono altre in Croazia. Intanto Visoko viene presa d’assalto da giornalisti e curiosi, viene creato il parco archeologico delle piramidi bosniache e il turismo prospera, così come i venditori di souvenirs a forma di piramide.

Fin dall’inizio ad Osmanagic è stata imputata una certa mancanza di rigore e metodo nel compiere le ricerche. Il non essere archeologo e il suo passato come autore e simpatizzante di teorie pseudo-archeologiche non gli ha certo portato consensi, come alcune sue dichiarazioni alquanto discutibili e chiaramente tendenziose. Ad esempio, contrariamente a quanto afferma Osmanagic, la Piramide del Sole non è per niente regolare e nemmeno è orientata secondo i punti cardinali, ma presenta pendenze e lunghezze dei lati molto diverse. Anche la disposizione delle tre piramidi in modo da formare un triangolo equilatero è smentita dalle misurazioni compiute da Alun Salt, studente di dottorato all’Università di Leichester. I suoi calcoli dimostrano che ci sono circa 200 metri di differenza (un errore del 10%) tra i lati del “triangolo perfetto” che ha ai suoi vertici le tre piramidi.

Se ciò non bastasse, gli scavi sono stati aperti in più punti simultaneamente e condotti da volontari senza la supervisione di nessun archeologo qualificato. Le foto mostrano quelli che sembrano lavori di sterro più che un lento e meticoloso scavo archeologico, le fotografie fornite come documentazione sono inutilizzabili, prive di scala e senza didascalie, senza alcuna indicazione del luogo dove sono state scattate o di cosa rappresentino.

Osmanagic e il suo team continuano il loro lavoro organizzando campagne di scavo sulle pendici delle piramidi, esplorando i tunnel e organizzando conferenze stampa. Il mondo accademico è comunque scettico riguardo l’esistenza di queste piramidi e alcuni ricercatori attaccano Osmanagic mettendone in evidenza le interpretazioni fantasiose, la mancanza di metodo scientifico e la manipolazione dei dati per suffragare le proprie teorie. Anche l’UNESCO si interessa alle piramidi e manda sul posto un team per accertarsi della genuinità delle affermazioni di Osmanagic, missione che si conclude con un nulla di fatto in quanto, secondo gli uomini dell’UNESCO, non v’è alcuna prova della loro effettiva esistenza.

Le critiche non servono a fermare il lavoro di Osmanagic e della fondazione. Nuove scoperte e rivelazioni vengono di volta in volta annunciate dalla stampa locale e internazionale, corredate da foto, da filmati e da autorevoli pareri di rappresentanti del mondo scientifico che sono convinti della genuinità del lavoro di Osmanagic. Questi, infatti, nel giugno 2006 convoca a Visoko il geologo egiziano Aly Abd Barakat, seguito a settembre dall’egittologo Mohamed Ibrahim Aly e successivamente da altri tre archeologi egiziani, Soleiman Hamed El-Heweli e Mona Fouad Aly dell’Università del Cairo, e Nabil M.A. Swelim della Alexandria Archaeological Society.

La stampa locale e il web riportano frasi sensazionalistiche attribuite agli esperti egiziani quali “la piramide del Sole è la più grande al mondo” e “la Bosnia dovrà essere chiamata la Terra delle Piramidi” oppure “diventerà presto il centro del mondo”. In realtà le dichiarazioni degli archeologi egiziani sono molto meno categoriche di quanto voglia sostenere Osmanagic. Nel riportare le frasi degli studiosi convocati, Osmanagic stravolge il significato delle loro affermazioni ignorando i numerosi “se” e il tono possibilista utilizzato, mentre sorvola abilmente su questioni spinose poste in evidenza da questi, come la totale mancanza di manufatti antichi rinvenuti nell’area che impediscono di proporre qualsiasi datazione, oppure la possibilità che i terrazzamenti della piramide siano moderni.

Con il passare del tempo il caso sembra sgonfiarsi, Osmanagic e la Fondazione vedono non rinnovarsi le concessioni di scavo ma non interrompono il loro lavoro, cercando di fornire nuove prove alla loro tesi, in particolare presunti manufatti che non sono altro che pietre dalle forme curiose, oppure lamentando azioni discriminatorie e minacce nei loro confronti. Nel frattempo, accanto alle tre piramidi, si sono aggiunte la “Piramide dell’Amore” e la “Tempio della Terra”, insieme ad un misterioso alfabeto “proto-bosniaco”. L’ultima evidenza fornita dalla Fondazione è la datazione al carbonio 14 di un pezzo di legno inglobato nella roccia di un tunnel, datazione per certi versi molto controversa, e che gli assegna un’età di circa 30.000 anni.

In effetti, guardando numerose foto presenti sul web, la Visocina Hill sembra proprio una piramide ricoperta dalla vegetazione e gli scavi hanno portato alla luce quelli che sembrano dei gradoni e delle pavimentazioni sul lato della collina. In realtà sia la forma piramidale della Visocina Hill, come quella delle colline vicine, sia la presenza di blocchi di pietra che sembrano essere stati lavorati dall’uomo, sono attribuibili ai fenomeni geologici che hanno portato alla formazione della valle di Visoko e sono, quindi, del tutto naturali e facilmente spiegabili. In natura le forme regolari non sono certo l’eccezione e colline più o meno piramidali sono visibili in ogni parte del globo.

La stessa catastrofe che avrebbe sommerso la piramide non è mai avvenuta. Lo scioglimento della calotta glaciale fu un fenomeno lento e graduale che portò sicuramente a sconvolgimenti geologici e del modo di vita delle popolazioni preistoriche, ma non di tale catastrofica portata.

La storia geologica delle piramidi bosniache inizia nel Miocene, circa 15 milioni di anni fa, quando si viene a formare un grande lago di forma allungata che si estendeva per una sessantina di chilometri tra Zelica e Sarajevo, includendo l’area di Visoko. Questo lago coprì la regione per circa 7 milioni di anni, formando uno spesso strato di sedimenti lacustri che in alcuni punti ha l’incredibile spessore di 2 chilometri. Questi sedimenti comprendono una serie di strati di spessore variabile, ognuno di questi formato da vari materiali e che permettono di ricostruire le diverse fasi della storia geologica della regione: strati di sedimenti fini compattati a formare argilla, sedimenti di sabbia più o meno fine che diventeranno roccia arenaria, strati di detriti grossolani, depositati nei periodi geologici più movimentati, che in seguito diverranno conglomerati o breccia.

Il lago scompare verso la fine del Miocene, tra 7 e 5 milioni di anni fa, e tutti questi strati, disposti uno sopra l’altro in modo abbastanza regolare, sono soggetti ad un nuovo fenomeno geologico, quello del sollevamento per via di spinte tettoniche. Gli strati vengono spinti verso l’alto, spezzati e fratturati secondo direzioni più o meno rettilinee, creando quelli che Osmanagic dichiara essere gradoni e pavimentazioni. Tale fenomeno è evidente in alcuni punti della “piramide” dove si può riconoscere e seguire il percorso delle tipiche pieghe e deformazioni rocciose che si formano per via di questi processi geologici.

Le sfere, così perfette da sembrare artificiali, non sono altro che concrezioni. Queste formazioni naturali sono dovute all’azione dell’acqua che aggrega i minerali presenti nello strato attorno ad un nucleo (in genere un granulo di quarzo od un fossile), producendo queste singolari forme sferiche.

E i misteriosi tunnel? La regione di Visoko è stata per lungo tempo una zona estrattiva del carbone, del ferro e del rame. L’estrazione del rame è attestata archeologicamente già dall’età del Bronzo e quella del ferro almeno dal periodo romano.

Molti dei simboli ritrovati nei cunicoli, e che Osmanagic considera un antico alfabeto, sarebbero stati tracciati in epoca moderna dai minatori, come alcuni di essi hanno testimoniato, mentre altri sarebbero comparsi improvvisamente alimentando dubbi sulla buona fede di Osmanagic.

Inoltre, la tradizione popolare conserva ancora oggi la leggenda della regina Katarina, l’ultima regina di Bosnia che fuggì dal suo castello di Visoko grazie a dei passaggi sotterranei, prima che questo venisse conquistato dall’esercito ottomano.

In effetti, contrariamente a quanto vorrebbe far credere Osmanagic, questa regione non è certo inesplorata dal punto di vista archeologico. Già nel Neolitico sono conosciuti insediamenti molto numerosi, come quello di Butnir, costituito da oltre 300 abitazioni circondate da un muro difensivo e datato alla prima metà del V millennio. Numerose sono anche le attestazioni dell’età del Bronzo e del Ferro, con resti di villaggi, manufatti e tombe megalitiche, a cui fa seguito il periodo della dominazione romana. Il geologo Omerbashich ha ipotizzato che siano stati gli stessi romani a modellare la Visocina Hill dandole una forma vagamente piramidale.

Per questo motivo molti archeologi sono preoccupati per le possibili distruzioni che Osmanagic e il suo team potrebbero apportare alle evidenze archeologiche nascoste nel sottosuolo. Il team della Bosnian Pyramid of the Sun Foundation non è infatti composto da archeologi o scienziati professionisti ma da ricercatori improvvisati. All’inizio del 2007, per motivi non meglio precisati ma facilmente immaginabili, sono stati allontanati dalla Fondazione la geologa Nadija Nukic e Senad Hodovic direttore del museo di Visoko, insieme ad altri ricercatori.

Per fortuna i siti sono ora protetti dalle disposizioni del Ministro della Cultura bosniaco Gavrilo Grahovac. Sarebbe davvero una beffa se la rincorsa ad una fantasia archeologica, o peggio, la ricerca di fama e ricchezza, provocassero la distruzione di ciò che può permetterci di ricostruire la vera storia di questa regione, il modo di vita e le credenze dei suoi abitanti, le loro manifestazioni artistiche e culturali. Popolazioni che non hanno certo minore importanza solo per il fatto di non aver costruito alcuna piramide!

In conclusione le piramidi bosniache sembrano rappresentare il classico caso di pseudo-archeologia. Ve ne sono tutti gli ingredienti: piramidi gigantesche e antichissime, tunnel sotterranei che si perdono nelle profondità della terra, continenti scomparsi e catastrofi naturali, tecnologie miracolose e uomini straordinari, conditi con un pizzico di New Age e recriminazioni complottiste, nazionalismo e fiuto per gli affari.

La mancanza di metodo e rigore scientifico, le conclusioni affrettare e fantasiose di Osmanagic, la ricerca del sensazionalismo e di un forte impatto mediatico, non possono che far sorgere molti dubbi riguardo l’autenticità delle piramidi di Bosnia e mettere in guardia da scoperte così sbalorditive che vorrebbero cancellare secoli di ricerca scientifica e riscrivere la storia dell’umanità.

Risorse web per l’approfondimento:

Le piramidi bosniache esistono!
Il sito della Bosnian Pyramid of the Sun Foundation.
http://www.piramidasunca.ba/en/

La tesi scettica: le piramidi bosniache non esistono!
http://irna.lautre.net/-Bosnian-pyramids-.html

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41 commenti a “Le piramidi di Bosnia. Tra fantasia e realtà”

  1. forest ha scritto:

    Ciao, ho letto l’articolo..parlare di beffa mi sembra molto esagerato..
    Il problema grosso lo dà l’archeologia ufficiale che non sembra essersi presa la briga di essere supervisore senza pregiudizi. Infatti, secondo me, solo cosi ci si può difendere da recriminazioni complottiste, nazionalismo e fiuto per gli affari.
    Comunque se gli scavi finiranno nel 2012 e le piramidi saranno veramente confermate, cosa fara l’archeologia ufficiale? Ho paura che ci sia il grosso rischio che continuerà a negare a discapito della verità, per evitare quella che sarebbe la sua piu grossa figura di merda!!!
    Mentre nel caso non fossero vere Osmanagic e i suoi non ci perderebbero nulla.

  2. Maurizio ha scritto:

    E’ il solito articolo dissacratore scritto da un laureato in lettere.

  3. Aquamarina ha scritto:

    ciao forest. io credo che se mai queste fantomatiche piradimi dovessero essere confermate(e dalle analisi scientifiche già effettuate in merito prare proprio di no….)l’archeologia ufficiale non potrà far altro che prenderne atto. quello archeologico è un mondo pieno di problemi e ritardi, però un minimo di onestà intellettuale ancora esiste!!!!

  4. Andrea Burzì ha scritto:

    @Maurizio
    Anche se non lo sono, non vedo quale sia il problema nell’essere laureati in lettere. Mi pare di avere analizzato la questione da entrambi i punti di vista e di aver fornito elementi di riflessione sia nell’ambito archeologico, sia in quello “sociale” del fenomeno.
    Ognuno è libero di credere a ciò che vuole ma attenti alle cocenti delusioni…

    @forest
    Come dice Aquamarina, alla luce di prove schiaccianti, le piramidi saranno sicuramente prese in considerazione. Il presunto complotto archeologico per celare la vera storia dell’umanità non esiste, nonostante sia così spesso tirato in ballo su internet.
    Ma, personalemente, non vedo alcuna piramide in Bosnia, così come non vedo pregiudizi tra gli archeologi…

  5. Stefano ha scritto:

    Non sono un archeologo, né un esperto di archeologia, quindi non so come lavorino gli Archeologi. Mi chiedo solo perchè nessun “archeologo qualificato” si sia recato sul posto per verificare di persona la situazione (con i propri metodi scientifici); in questo articolo leggo solo commenti a dichiarazioni o fotografie. O la cosa è una bufala così clamorosa che non ha nemmeno bisogno di sopralluoghi (allora ditelo chiaramente) o mi sfugge qualcosa…

  6. Atlantideo ha scritto:

    Suggerisco a tutti di cercare di capire come mai nei Veda, testi sacri indiani e tra i piu` antichi dell’Umanita`, si parla di Vimana (macchine volanti) con tanto di istruzioni di pilotaggio.
    Forse le piramidi saranno una balla ma certo le cose da spiegare non mancano.

  7. emilio ha scritto:

    Prima di qualsiasi commento dato a priori bisogna verificare, accertarsi della veridicità o meno delle notizie, andare sul campo, vagliare le ipotesi (chi le ha proposte? in che modo? attraverso quali studi, conquali mezzi tecnici e con quali ricerche è giunto a tale conclusione?) e solo dopo poter dare un giudizio. L’archeologia è una disciplina scientifica che non va, e non deve andare in alcun modo contro a priori e per partito preso, a quella che ormai è una nuova disciplina, cioè la Fantarcheologia. Anzi bisogna guardare a questa disciplina come qualcosa che magari stimoli il dibattito, apra nuovi temi propri dell’archeologia ufficiale. In base al metodo scentifico, che le è proprio l’Archeologia ufficiale può e deve, ovviamente, confutare tesi alquanto fantasiose proposte dalla Fantarcheologia. Ma, ed è proprio questo il punto fondamentale, se confuta la Fantarcheologia, con criteri scientifici, di cui sopra, allora si che può dirsi Archeologia ufficiale e in qualche modo accumulare credenziali scientifiche. Ma se l’Archeologia ufficiale confuta la fantarcheologia a priori, senza esaminare, caso per caso, le fantasie che questa produce, cioè appunto dando giudizi prima delleanalisi e prima di ricerche e di studi, allora in questo caso l’archeologia non può dirsi ufficiale ma anch’essa fantaarcheologia perchè manca dei criteri di scientificità, gli unici che possono accreditare una materia di scientificità o meno.

  8. valerio ha scritto:

    ci vorreste far credere che il granito viene lavorato naturalmente dalla natura in quel modo? tagliato in lastre oblique e piastrelle per la pavimentazione? con scalinate a gradoni? Dovrei credere che la natura sforni piramidi in granito 1po in tutto il mondo? dove, prego?…..

    Io quello che rilevaranno queste scoperte non lo sò, anche perchè l’informazione al riguardo date dai media è VERAMENTE NULLA, neanche per sbalgio è passata nei TG o programmi televisivi, nulla tranne che su Voyager…

    Sò però che il granito non può essere lavorato dalla terra così, non ci prendiamo in giro: datazioni, segni di utensili, schemi geometrici, antiche scritture, sono tutti segni della mano dell’uomo.
    Spero in maggiori informazioni.

    Valerio

  9. Andrea Burzì ha scritto:

    Valerio, granito non c’è scritto da nessuna parte. La natura può creare benissimo forme geometriche, basta informarsi. Per esempio il “selciato dei Giganti” in Irlanda.

  10. Mau ha scritto:

    L’archeologia è così “scientifica” che attribuisce una piramide di Giza a Cheope perchè vicino ha ritrovato una statuetta di pochi centimetri e la Sfinge a Chefren perchè ci assomiglierebbe di faccia!!
    E lasciamo perdere tutto il resto: aspettiamo ancora l’apertura in diretta della porta scoperta dal robottino Upuaut in uno dei cosiddetti canali di “aerazione” (sì..obliqui..aerazione..che geni!!)-
    Negato ogni nuovo permesso da Zahi Hawass, quello de:”Apriremo ad ottobre davanti alle telecamere”…sì, ottobre di quale anno? (sono passati quasi 15 anni!).
    Impronte umane in Tanzania risalenti a 3 milioni e mezzo di anni fa? “Impossibile perchè l’uomo non esisteva” è la risposta davanti all’evidenza.
    Eh bè, una grandissima disciplina “scientifica” l’archeologia!

    Solo che il nome giusto è LOBBY…

  11. Andrea Burzì ha scritto:

    Quella è l’archeologia che si trova nei libri di fantarcheologia, quella vera è un’altra cosa :D :D :D

  12. Gabriele cagliari ha scritto:

    Per me le piramidi sono molto di più sparse in tutto il mondo,visto che ne hanno scoperto una anche in sardegna .Ora l’archeologia deve scoprire a cosa servivano,e chi le ha costruite visto che 12.000 di anni fa l’uomo aveva appena scoperto come accendere il fuoco.

  13. zbr1 ha scritto:

    Salve a tutti, navigando ad ore improbabili mi sono imbattuto nel blog e non ho potuto trattenermi dall’iscrivermi e lasciare un commento.
    Non sono un archeologo, ne un laureato in Lettere, ma un laureato in Conservazione dei Beni Culturali si e ci terrei tanto a sottolineare alcune cose:
    1 non esiste alcuna scienza “ufficiale” contrapposta ad una “non ufficiale”: esiste solo la Scienza; qualsiasi sia il tipo di indagine che vogliamo portare avanti lo dobbiamo fare con i metodi propri della desciplina cui pertiene l’indagine altrimenti QUESTA NON HA VALORE. PUNTO. E la cosa non è sindacabile e non perchè lo dica io ma semplicemente perchè se nel corso dei decenni sono state sviluppate delle tecniche è solo perchè si è potuto appurare quali sono i metodi migliori per giungere a risultati CONCRETI. Le autorità bosniache, a mio parere, farebbero bene a prendere a calci CHIUNQUE facesse buchi nel terreno (che non sono scavi ma buchi…). E questo si chiama METODO SCIENTIFICO apposta, da un qualche centinaiuccio di anni e non esiste alcun METODO FANTA-SCIENTIFICO semplicente perchè per esperienza non si fa così..Galileo Docet..
    2 andrebbe ricordato, secondo questa linea di principio, ai sostenitori di idee, diciamo piu’ “new age”, che l’archeologia non sta lì a dimostrare che questa o quella pseudo-scienza sbagliano. Sono i sedicenti studiosi come Osmanagic che devono portare risultati (che sarebbero piu’ che benvenuti, alla faccia dei complottisti e dei lobbisti; su, siamo seri). L’archeologia, e questo nel mio piccolo ve lo posso dire perchè essendo specializzando in questo settore di archeologi un po’ ne conosco, è fatta di persone che cercano di organizzare campagne di scavo con mezzi irrisori, che si dannano l’anima nell’interpretare i risultati di campagne che spesso durano anni, informatevi su quella che si chiama “archeologia di salvataggio” e poi mi saprete dire…ci sono studiosi che hanno impiegato ampie fette della loro vita a scheggiare sassi per capire come si costruissero choppers e chopping tools e ascie a mano acheuleane e via dicendo, anche questo vuol dire essere archeologi, non scavare buchi come un tombarolo dell’ottocento.

    Scusate se il mio commento è prolisso e un po’ forte, non voglio essere offensivo nei confronti di nessuno ma conoscendo un minimo (ripeto, realmente un minimo, perchè è una realtà molto complessa quella dell’archeologia) il settore, ed amandolo, mi sono sentito in dovere di dire la mia.
    E vorrei aggiungere che anch’io, come credo molti dei commentatori qui sopra, sono cresciuto a pane e Stargate, e conosco gli scritti di Sitchin, Pinotti, Meier, etc, e sarei contento se le presunte piramidi di Bosnia si rivelassero tali perchè sarebbe una scoperta importantissima, eppure, vi assicuro, che dopo appena 10 minuti di università, si capisce chiaramente che l’archeologia e la storia, la fisica, la chimica, la geologia, non hanno, e non avranno mai bisogno di scomodare continenti scomparsi e civiltà tanto evolute quanto obnubilate dal tempo per spiegare la storia dell’uomo e del pianeta su cui vive.

  14. Andrea Burzì ha scritto:

    Completamente d’accordo con zbr1. Purtroppo, come già detto, molte persone si lasciano influenzare dalla letteratura fantarcheologica che non rispecchia assolutamente quello che è la vera archeologia e in generale la ricerca scientifica. Nonostante questo molti, dopo aver letto un paio di fantalibri si sentono in grado di criticare e giudicare un ambiente ed un metodo di studio che non conoscono minimamente se non per giudizi di affrettati e non veritieri.

  15. Mau ha scritto:

    Questo tipo di risposte non dicono proprio nulla. “Etichettano” soltanto le idee degli altri con risatina ironica di sottofondo, quando invece non si hanno le prerogative per farlo. Per favore non parlatemi di metodologia scientifica, perchè per rispondere basterebbe rispolverare i testi “scientifici” di qualche secolo fa dove, anche allora, le “metodologie” erano intoccabili, così come coloro che dogmaticamente se ne facevano scudo. All’università ognuno si prepara sui in base alle conoscenze di quelli prima di lui, giocoforza bastano non dieci minuti, ma trenta secondi se vuoi avere le stesse opinioni. E come in tutti i mestieri, è bene che tu le abbia…Sappiamo anche come funzionano le referenze scientifiche, specie quelle messe insieme a suon di “pubblicazioni” su riviste autorevoli: vogliamo parlare di clausole tipo la “riserva di pubblicazione”?…e stendiamo un velo pietoso anche qui. Dirò che non sono molto interessato al fatto della veridicità o meno delle convinzioni di Osmanagic: mi conforta il fatto che la solita lobby non sia presente, ma lo siano altri studiosi indipendenti. In ogni caso nel mio post precedente ho fatto delle domande a cui è stato risposto con tre smile e un “ma quella è fanta-archeologia”. L’archeologia è quella che attribuisce la Sfinge a Khafra per una presuntissima assomiglianza? (non lo è per niente assomigliante, anzi è dimostrato che è probabile sia un’altro faraone). Che attribuisce canali obliqui a supporti per il riciclo dell’aria interna? Che non sa come è stato possibile scolpire un sarcofago di diorite?

    Non sempre però valgono le stesse regole così “sacrosante”: la teoria evoluzionistica, ad esempio,non ha prove a conforto, anzi più ci si inoltra nello studio e più si nota che è quasi impossibile (data l’età della terra con configurazione adatta alla vita, le informazioni genetiche del DNA avrebbero dovuto evolversi con una media di quasi UNA ALL’ANNO!!!!). Eppure si resta ancorati a quella, CICAP compreso che probabilmente non ha uno scienziato tra le sue fila che sappia fare un semplice calcolo..
    Mi permetto di pensare che le discipline non funzionano con “lo dice quello e siccome quello fa parte di quelli allora e vero”, anche perchè l’hanno pubblicato, mentre questo chi è?”.
    No.La metodologia empirica va adoperata, SEMPRE, anche quando non piace.
    Certo sarà sempre una lotta tra Davide e Golia, dove alcuni studiosi indipendenti e qualche collega coraggioso come Giacobbo, verrano sempre tacciati di pressapochismo.

  16. Andrea Burzì ha scritto:

    Che vuoi che ti dica? Libero di credere a quello che vuoi… e io libero di farmi due risate sulle teorie fantarcheologiche… Fatto stà che leggendo i tuoi interventi è come rileggere i piagnistei degli studiosi alternativi le cui teorie non vengono riconosciute dalla comunità accademica… ma chissà come mai? Forse perché sono basate sul nulla?
    Ripeto, basterebbe davvero capire in che modo funziona l’archeologia e in che modo le teorie vengono accertate per evitare di tirare in ballo Atlantide, impronte umane, mutazioni impossibili e cose del genere che sono inventate di sana pianta…
    E poi si tira sempre in ballo la chiusura mentale, che è un po’ la stessa dei fantateorici contro gli accademici. Il bue che dice cornuto all’asino, no?

  17. david ha scritto:

    le uniche bugie che andrebbero contestate sono le cazzate scritte sui libri di scuola che gli ottusi accademici come te vogliono conservare per salvare la faccia

  18. Andrea Burzì ha scritto:

    Eh si, quando non si hanno argomenti si finisce per contestare le persone e non i contenuti. ;)

  19. Giovanni ha scritto:

    Insomma… non so. Sicuramente bisogna calmare i toni. Anche io vorrei credere a queste piramidi, però per fare questo devo trovare tutti i validi motivi per cui io non debba crederci. E poi alla fine questo bosniaco del lello arriverà ad una conclusione no?

  20. gabriele ha scritto:

    preferisco le “cazzate” scritte sui libri di scuola, magari sbagliate ma frutto di secoli di studio e del lavoro di generazioni di studiosi che hanno sempre cercato di attenersi ai fatti, piuttosto che le teorie suggestive e accattivanti di qualche visionario in cerca di fama puntando sempre sui soliti argomenti (ne cito tre a caso: Atlantide, Alieni, Piramidi) che ora vanno di moda e che, guarda caso, generano un indotto notevole ad uso e consumo dei boccaloni di tutto il mondo.
    Sulle presunte piramidi di Visoko, se tali sono prima o poi si saprà. Ma chissà perchè dubito molto che la loro origine non sia naturale. Intanto però il business generato da queste “scoperte archeologiche” fa gola a molti, quindi credo che ne sentiremo parlare ancora a lungo, nonostante le smentite del mondo accademico.

  21. david ha scritto:

    non capisco perchè queste piramidi fanno arrabbiare tanto gli esperti….ma che avranno mai di diverso da quelle trovate in cina, india, indonesia,italia, egitto,sud america…il mondo accademico non esiste da secoli perchè la chiesa l ha fortemente impedito.una chiesa che guarda caso si comportava proprio come fa l ala accademica oggi.se la scienza diventa una questione religiosa non è più scienza.e i libri di scuola non dico che siano sbagliati ma credo che non siano neppure il vangelo…allora la domanda è vogliamo scoprire qualcosa di nuovo o vogliamo continuare a credere che le piramidi in bosnia sono state fatte dalla natura??? perchè per salvare le teorie di studiosi si vogliono gettare prove reali fuori dalla finestra?per salvare il sonno a qualcuno?

  22. Andrea Burzì ha scritto:

    Perché si devono vedere piramidi dove non ci sono e inventarsi civiltà super-tecnologiche e cataclismi che non ci sono mai stati? Per rimpinguare le tasche di qualcuno? :)

  23. roky ha scritto:

    le piramidi in bosnia ci sono invece, le prove schiaccianti che non siano fatte dall’uomo no. bisogna dire che ci sono pareri diversi, sopratutto di carattere geologico, che indicano queste formazioni e stratificazioni come naturali, dovute all’erosione. mi sembra stupido però parlare di fanta-archeologia finchè le cose saranno sotto studio. le foto che ho visto sollevano qualche dubbio, insomma sembra che l’intervento dell’uomo ci sia stato, mi spiego se tutta la valle presentava le stesse caratteristiche allora il fenomeno poteva essere riconducibile all’erosione, ma non mi sembra questo il caso. e poi bisogna smetterla di fare due pesi e due misure, ad esempio in questo caso la geologia viene tirata in ballo per dimostrare che queste non sono piramidi e in egitto invece non viene presa in considerazione, nonostante tutta la valle di giza (in bosnia questa caratteristica è assente) presenti inconfondibili segni dell’erosione di acqua piovana che indica le costruziuoni a tempi più antichi. Poi se Osmanagic non ha avuto metodo o ha fatto errori questo non lo so, ma non toglie niente alla sua scoperta.Inoltre anche per la scienza è ormai assodato che un cataclisma 12000 anni fa c’è stato. insomma bisogna decidersi ed essere più chiari, intanto i misteri restano perchè non si vogliono riscrivere i libri di storia?

  24. gabriele ha scritto:

    il metodo serve appunto per stabilire con calma e precisione la natura di eventuali reperti ritrovati nel luogo, senza per forza trarre conclusioni affrettate e ad effetto. Le prove per affermare che siamo di fronte a grandi piramidi nascoste mi sembrano ancora insufficienti, da quello che ho letto.

    Il discorso della piana di Giza è differente, perchè è appurato ed evidente che la natura delle piramidi sia artificiale, piuttosto è ancora a mio parere da stabilire la vera natura e la vera datazione di quelle costruzioni, ritenute forse erroneamente delle semplici tombe.

    La scienza è tale se è pronta, di fronte a dati di fatto, a smentire le proprie tesi e i propri assiomi. Però i dati devono essere certi.
    Il metodo scientifico è un pò come un indagine poliziesca, per trovare un colpevole ci si avvale delle prove a disposizione. Se le prove sono solo indiziarie (come spesso capita a chi introduce teorie fantasiose, cerca di dimostrarle con indizi spacciandoli per prove)non si ha la possibilità di emettere una condanna.
    Capita spesso che un colpevole non sia condannato per “insufficienza di prove”, anche quando il buon senso fa propendere per la colpevolezza del giudicato.
    Questo metodo serve per salvaguardare al massimo chi, pur sembrando colpevole secondo gli indizi, in realtà è innocente.
    Lo stesso deve valere per la scienza: fino a quando non ci sono prove schiaccianti che avallino una teoria, non può essere accettata come tale (anche se il buon senso dice diversamente). Credo sia giusto così.

  25. gabriele ha scritto:

    il metodo serve appunto per stabilire con calma e precisione la natura di eventuali reperti ritrovati nel luogo, senza per forza trarre conclusioni affrettate e ad effetto. Le prove per affermare che siamo di fronte a grandi piramidi nascoste mi sembrano ancora insufficienti, da quello che ho letto.

    Il discorso della piana di Giza è differente, perchè è appurato ed evidente che la natura delle piramidi sia artificiale, piuttosto è ancora a mio parere da stabilire la vera natura e la vera datazione di quelle costruzioni, ritenute forse erroneamente delle semplici tombe.

    Sul perchè la scienza è così restia ad accettare certe tesi; è vero che il mondo accademico è diventato un pò ottuso e conservatore, però non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale. La scienza è tale se è pronta, di fronte a dati di fatto, a smentire le proprie tesi e i propri assiomi. Però i dati devono essere certi.
    Il metodo scientifico è un pò come un indagine poliziesca, per trovare un colpevole ci si avvale delle prove a disposizione. Se le prove sono solo indiziarie (come spesso capita a chi introduce teorie fantasiose, cerca di dimostrarle con indizi spacciandoli per prove)non si ha la possibilità di emettere una condanna.
    Capita spesso che un colpevole non sia condannato per “insufficienza di prove”, anche quando il buon senso fa propendere per la colpevolezza del giudicato.
    Questo metodo serve per salvaguardare al massimo chi, pur sembrando colpevole secondo gli indizi, in realtà è innocente.
    Lo stesso deve valere per la scienza: fino a quando non ci sono prove schiaccianti che avallino una teoria, non può essere accettata come tale (anche se il buon senso dice diversamente). Credo sia giusto così.

  26. david ha scritto:

    ma quando le piramidi ci sono perchè si deve dire che non ci sono ? è meglio dire una bugia che una mezza verità?….ma perchè? per quale motivo si deve accontentare la lobby accademica? per dirgli quello che si vogliono sentir dire? anche lo scopritore delle rovine della città di Troia era creduto un pazzo sempre dalla lobby accademica e poi si sono dovuti rimangiare tutto. la storia la fa chi osa non chi segue il branco come una pecora.

  27. gabriele ha scritto:

    perchè è meglio non dare giudizi affrettati. Le “mezze verità” non sono verità, se la scienza si fosse affidata alle mezze verità saremmo ancora nel medioevo.
    Il fatto che tu dica che le piramidi effettivamente ci siano, è un tuo personale convincimento, al momento non suffragato da prove valide. A meno che tu non sia stato in loco e abbia trovato evidenze archeologiche di cui solo tu sei a conoscenza.

  28. david ha scritto:

    ma sarà…. mi sembrano 3 piramidi viste così….onestamente è più difficile dire il contrario.cioè che non lo sono.è come dire che Gesù è morto di sonno.non ti pare? quando Colombo diceva alla Chiesa Cattolica di Spagna che la terra è tonda diceva una mezza verità ? se quelle piramidi non esistessero molti scettici dormirebbero meglio peccato che esistano lo stesso anche se non sei d accordo. la fisica dice che un calabrone ha il culo troppo pesante x volare e le ali troppo picccole quindi NON può volare. peccato che il calabrone non conosca la fisica e voli lo stesso. Mai dire mai.

  29. gabriele ha scritto:

    mai dire mai, sarei contento anche io se la sotto ci fosse veramente un altra piana di Giza, ma per il momento vedo solo una serie di comunissime colline a forma piramidale, niente di più. Anche in Italia è pieno di false piramidi (vedi le piramidi di Montevecchia), diciamo che è una moda, che come tutte le mode farà presto il suo tempo.
    Preferisco essere San Tommaso su questi argomenti, la bufala è dietro l’angolo, e si rivela tale al 99 per cento delle volte.

  30. Marco ha scritto:

    Piramidi??????? sono colline con dei tunnel!!!!!! anche un bambino lo capirebbe!!!!!

  31. franci2 ha scritto:

    Non so se siano davvero piramidi, non lo sa nessuno, ma credo valga la pena di indagare meglio, e con metodo.
    In generale sono un po’scettica (e così anche su queste piramidi, nonostante l’entusiasmo che mi avevano messo all’inizio), ma credo anche che spesso nemmeno la scienza si regga su basi solide… Non parlo certo della fisica di base o della chimica inorganica (chi potrebbe permettersi di dire che l’attrazione tra le masse non esista?!), ma in campi molto specialistici (ad esempio, biologico-molecolare o biomedico) molte delle nuove pubblicazioni che avvengono tutti i giorni sono scritte da raccomandati che mandano i loro lavori a riviste compiacenti, spesso presentando risultati gonfiati e tutt’altro che realistici, in modo da orientare le conclusioni a loro favore… E invece magari esperimenti interessanti che meriterebbero di essere presentati al mondo scientifico, vengono scartati dalle riviste per motivi assolutamente futili, precludendo fra l’altro la possibilità ad altri gruppi di ricercatori di riprodurre il fenomeno ed approfondirlo…
    Con questo cosa voglio dire: non mi schiero, ma coltivo il dubbio… Credendo che il metodo scientifico vada applicato con rigore a qualunque ipotesi, ma consapevole che oggi è spesso la scienza ufficiale a dimenticarsi di farlo….

  32. Luca ha scritto:

    Colombo ha dimostrato che la terra era rotonda… galileo dimostrò che la terra gira intorno al sole… questi non stanno dimostrando nulla. Anzi, dicono cose non vere.. come che hanno lati uguali ed invece non li hanno e altre cavolate del genere.
    E se fossero vere, fidati che gli archeologi non si tirerebbero indietro come pensi te. E non rischierebbero il posto, dato che si sa che la storia ha ancora molti tasselli da scrivere e se si ha qualcosa da riscrivere, la riscriverebbero senza perdere il posto di lavoro, dato che a nessuno era possibile conoscere qualcosa di simile. O se la dovevano sognare? Se questo qua dimostra finalmente qualche prova, benvenga.. se no finchè non si ha qualcosa di certo in mano, la scienza non puoi mai affermare una teoria campata per aria.
    E come dici tu per i calabroni che per la fisica non potrebbero volare.. loro dimostrano (e torniamo sempre a parlare di fatti, e non parole) che possono volare lo stesso

  33. gabriele ha scritto:

    vedendo il documentario (pessimo tra l’altro) su canale 5 di settimana scorsa, le mie perplessità sono aumentate. I cunicoli potrebbero benissimo non avere nessuna attinenza con le strutture presenti sulle colline, e le colline stesse, beh chissà come mai non vengono mostrate immagini dettagliate, magari dall’ alto, delle presunte piramidi (solo qualche fuggevole fotogramma). Forse che non apparirebbero così regolari come si dice? Oppure salterebbe all’ occhio che la regione è costellata di rilievi dalle forme piramidali, cosa che farebbe pensare all’ origine naturale delle colline?
    Mi sa tanto di bufala preconfezionata (neanche tanto bene..).

  34. Sothis ha scritto:

    Ho scoperto solo oggi questo blog e vorrei innanzitutto fare i miei complimenti al suo curatore, perché gli interventi sono realizzati con eccezionale dovizia e scrupolosità. Io sono uno studente universitario, prossimo alla mia prima laurea in Archeologia greca, ma mi interesso un po’ di tutti i popoli del mondo antico, in particolare di quelli che si sono affacciati sul bacino del Mediterraneo.

    Che dire? Questa storia mi aveva incuriosito fin da subito, quando ne sentii parlare in un programma televisivo. Anche io sul momento – lo confesso – fui preso da forti dubbi; ma poi, ripensandoci, trovo difficilmente attendibili le ipotesi di Osmanagic; soprattutto quando comincio a sentire nell’aria i nomi di “Atlantide, Lemuria, popoli extraterrestri” e via dicendo. Ammetto che la forma della cosiddetta Piramide del Sole sia effettivamente straordinaria e mi suona difficile che i Romani abbiano dato alla collina un’architettura artificiale tanto singolare, senza che ce ne sia stata lasciata neppure una traccia nei testi latini. Ma è anche vero che costruzioni tanto antiche, oltre a non combaciare con le cronologie in nostro possesso (che pure potrebbero essere errate), non vengono riportate in nessuna letteratura del mondo arcaico e classico, né sono palesemente al centro di tradizioni mitiche. Tempo fa mi interessai a un caso simile, quello della città sommersa di Yonaguni, nei mari del Giappone: anche lì si parlava di una forma di proto-città, risalente al 10′000 a.C. Le accuse mosse dai loro scopritori alle alte sfere della Cultura, su tentativi di insabbiamenti di nuove scoperte, che rivoluzionerebbero le concezioni storiche dell’umanità, sono forti e anche in me hanno fatto nascere diversi dubbi; ma di fronte ad archeologi dilettanti, senza un minimo di esperienza e “cresciuti a pane e Marziani”, forse potrebbe trattarsi veramente di un “falso archeologico” creato dalla natura. Per un esempio, basterebbe pensare alla Giant’s Causeway in Scozia…

    Tornando alla questione della Bosnia, personalmente resto scettico riguardo alle affermazioni un po’ azzardate di Osmanagic: credo che parlare di “Illiri” nel 10′000 a.C., come fa questo sedicente archeologo, sia un po’ esagerato, così come trovo assurde le “rune” che dice di aver trovato nella piramide: i segni che ho visto in fotografia sembrano più simili alle lettere dell’alfabeto etrusco o euboico, che sono precedenti a questo tipo di scrittura celtica…

    Spero che il locale Ministero della Cultura possa proteggere al meglio questo sito e, se veramente ha una qualche valenza archeologica straordinaria, che magari fornisca al più presto informazioni un po’ più scientifiche e attendibili. Nel frattempo faccio i miei saluti alla redazione e spero di aver modo di leggere nuovi interessanti interventi su questo sito.

  35. Simone ha scritto:

    Al di là dell’aspetto delle piramidi in questione, posso dire che quando ho iniziato ad interessarmi di pseudo-archeologia del mistero, circa 15 anni fa.., ne ero molto attratto, e schierato decisamente a suo favore, acquistavo riviste come nexus ed hera, più i vari libri by hankok bouval ecc ecc, affascinato, ma senza alcuna base storica o legata a metodo scientifico, poi mi sono iscritto a scienze dei beni culturali, con studi su storia, analisi archeometriche, metodi scientifici, ecc ecc, e ho concluso che tante affascinanti prospettive da cui ero attratto, erano molto spesso congetture prive di alcun fondamento, e altrettanto spesso storicamente fasulle, facilmente confutabili se si fosse un minimo a conoscenza della storia delle civiltà…

  36. Giuliano ha scritto:

    Io vorrei fare una sola osservazione: perché mai un uomo che voglia definirsi un ricercatore della verità Scientifica dovrebbe inventare indizi che poi vengono puntualmente smentiti e modificare frasi di altri per portare la ragione e il conenso dalla sua parte? anni fa (non mi ricordo in che circostanza) ho sentito una frase molto interessante che mi rimase impressa, e credo c’entri molto in questo caso. Era più o meno così: “io sono felice sia quando le mie teorie vengono confermate sia quando vengono smentite: uno vero scienziato ricerca la verità, non la gloria”. Uno scienziato non “crede” in qualcosa, uno scienziato analizza, sperimenta, si fa un mazzo così per cercare di capire meglio le cose sempre e comunque con metodo empirico: non insegue chimere solo perché è bello crederci.
    Credo che siano questi i motivi che spingono i “veri” archeologi a non scendere mai veramente in campo in questa situazione: sulle basi di quali presupposti dovrebbero scomodarsi se ogni indizio ragionevole viene puntualmente smentito (sul posto)? considerando anche il fatto che ci sono molti altri luoghi sulla faccia della terra che hanno bisogno del loro effettivo intervento. Sarebbe come chiedere ad un chirurgo di curare un tizio col raffreddore quando nella stanza vicino c’è qualcuno che ha bisogno di un trapianto di cuore.
    Insomma.. non credo che servano lauree per capire certe cose, basta un po’ di buon senso.

  37. Athos78 ha scritto:

    Voler tapparsi gli occhi davanti a tutto quello che sta accadendo non mi sembra un metodo del tutto scientifico. Le epoche potranno anche passare, ma la natura umana rimane sempre la stessa. Cosa c’è di così diveso tra le persone che rappresentano la scienza oggi, da quelle che la rappresentavano qualche secolo fa, quando chi tirava fuori un idea diversa subiva la sacra inquisizione o peggio il rogo. Non siamo più così violenti, ma l’usanza non è cambiata poi tanto.

    Da un certo punto di vista possono anche essere capiti:
    per i vecchi studiosi che hanno dedicato la loro vita ad alcune “credenze”, veder smentito tutto da un giovane rampante può essere visto come un annichilimento della loro esistenza. Hanno gettato la loro intera esistenza in qualcosa di sbagliato, hanno sprecato la loro vita su un erronea credenza. Sfido chiunque ad accettare tutto questo di buon cuore ed ad ammettere di aver buttato la propria vita.

    Non credo ad una cultura che poteva navigare nello spazio, sono scettico davanti ai testi indiani, ma tuttavia credo che fra le innumerevoli prove portate a favore di antiche culture precedenti a quanto immaginiamo, almeno il 5% siano reali. Sicuramente ci sono innumerevoli falsi, ma cercandoli si può trovare in mezzo a quelli, prove concrete che ci manca sicuramente un tassello fondamentale della nostra storia. Tralasciando le mappe di Piri Reis, le piramidi in Bosnia, il teschio di cristallo che credo sia un falso, le pietre con disegnati dei dinosauri che comodamente non potranno MAI essere datati in alcun modo e tanti altri esempi di tal risma, non possiamo evitare di porci domande su altri ritrovamenti, molto più consistenti:

    – tralasciando il sarcofago che qualcuno sopra a citato, fatti con la diorite (una delle pietre più dure che esiste) sono stati ritrovati in egitto vasi con un collo così sottile e con le pareti così fini che neppure oggi saremo in grado di rifarli.
    – la piramide di Cuicuilco, semisommersa da diverse colate laviche, che non l’ha danneggiata in quanto era gia ricoperta da uno strato di sedimenti. La lava può ben essere datata, ma tale data non è mai stata accettata da nessun storico perchè le prime eruzioni risalgono trai 8000 ed i 6000 a.C.
    – la piramide di Yonaguni, come qualcuno ha giustamente sopra citato.
    – la stessa Tiahuanaco dalla forma portuale che è stata definita dagli “storici” addirittura una città rituale, quando i ritrovamenti la inquadrano come una città viva e lagunare.
    – nessuna spiegazione logica è stata finora data ai massi erratici, salvo quella dello spostamento dovuto ai ghiacci delle glaciazioni … senza considerare che la posizione di questi, a volte enormi monoliti, implicherebbe ghiacci che vanno in salita.
    – le grotte in cui abbondano ossa di ogni genere di animali miste a resti umani, schiacciate nelle cavità con grande violenza.

    Un ultima mia personale considerazione:
    “Storicamente l’uomo migrava, andando a formare due insediamenti, quando un insediamento raggiungeva una quantità tale di individui che le risorse del luogo non erano più capaci di soddisfare tutti. E’ per me impensabile che queste condizioni si siano verificate con un umanità ancora quasi allo stadio di scimmie. Ma anche ammettendo che questo sia potuto accadere, come ha fatto un umanità ancora allo stadio preistorico, senza mezzi, quando anche una catena montuosa poteva rappresentare un ostacolo insormontabile ad attraversare deserti o foreste così fitte che neppure oggi riusciamo ad avventurarci, e a raggiungere ogni angolo del globo. Quale assurda ragione avrebbe potuto spingere un umanità ancora bisognosa di favorevoli condizioni a spingersi fino ai poli dove fondare delle colonie in mezzo ai ghiacci. Presupporre che le stesse mutazioni genetiche che hanno trasformato la scimmia in un uomo, si siano presentate contemporaneamente su tutto il pianeta è impensabile. E allora com’è arrivato l’uomo in ogni angolo del globo?

    E’ così assurdo credere che l’umanità si sia sviluppata in un unico continente e che poi abbia colonizzato ogni angolo della terra e che un antico cataclisma abbia distrutto ogni traccia di questo? Ho trovato un affascinante teoria, il cui autore stesso evidenzia il fatto che si parli di mere congetture, che parla di un frammmento di supernova entrato nel sistema solare circa nel 9.000 a.C. che sconvolse l’allora equilibrio, non soltanto terrestre, ma dell’intero sistema solare (Per chi è interessato e vuole il titolo mi può anche contattare via Skype athos78m). Fra le varie argomentazioni che tira in ballo c’è le due fasce di asteroidi secondo cui, sono i rimasugli di altrettanti pianeti centrati da questo intruso e plutone che come è stato riconosciuto ufficilamente non è un pianeta, ma solo un asteroide che orbita attorno al sole anziche un pianeta. Questo non sarebbe altro che una delle lune di uno dei pianeti più interni gettato dalle forze gravitazionali su un orbita tutta sua. Lo sfioramento tra questo intruso e la terra avrebbe generato tali cataclismi che avrebbero potuto portare quasi all’estinzione l’umanità e solo condizioni favorevoli avrebbero potuto sostenere i pochi superstiti (fra cui anche il fredo artico che conservò sicuramente più a lungo le carcasse degli animali morti fornendo per un lungo periodo una fonte di sostentamento).”

    Secondo me per capire realmente cosa accadde alla terra sono necessari tutta una serie di accertamenti lunghi e complessi che nessuno di noi singolarmente avrebbe il tempo di fare.
    Provate a guardare anche google earth. Come personale osservazione si nota che la disposizione geologica della crosta terrestre non quadra con quanto ad oggi riconosciuto. La faglia dell’oceano atlantico sembra più lo strappo di un tessuto sottoposto a due forze opposte che tirano piuttosto che la spinta centrale verso l’esterno … come se questo non bastasse, provate a girare il mappamondo per vedere cosa si trova dalla parte opposta … una crosta cosparsa di diverse pieghe rialzi, quasi casuali, come quando con una mano stropicciate stringendolo nel pugno, un tessuto disteso su un piano. Questo quadro evidenzia una fortissima azione gravitazionale che attirò la terra nella regione tra l’Australia e il Giappone che sconvolse tutta la superficie terrestre. Una tale forza gravitazionale avrebbe anche potuto creare delle onde di marea così alte da giustificare i massi erranti e le caverne piene di ossa, mentre uno spostamento dell’asse terrestre potrebbe giustificare i ritrovamenti di animali ghiacciati con ancora resti di piante tropicali nello stomaco, nonchè l’estinzione di massa di gran parte degli esseri viventi, spece i grandi predatori e i grandi erbivori per i quali l’adattamento a condizioni avverse non era possibile.

    Secondo me dovrebbero essere verificate:
    – le posizioni dei massi erratici e l’inclinazione delle scanalature su di essi (tutte presentano graffi sulla superfice che seguono una determinata orientazione, tenendo conto dei possibili spostamenti successivi ad un eventuale cataclisma.
    – l’orientamento dell’ingresso e la posizione di tutte le grotte dove sono stati trovati resti ossei risalenti allo stesso periodo.

    Se l’incrocio di questi dati confermerà un enorme forza che va dall’oceania verso nord e ritorno, quella che è considerata solo un ipotesi potrebbe trovare alcune importanti conferme.

  38. sergio ha scritto:

    non per essere indiscreto od inopportuno, ma andate a leggere le relazioni del politecnico di Torino sulla piramide del sole. lascio a voi l’interpretazione. chi ha detto che non c’è rigore scientifico? avete la più pallida idea di cosa sia il rigore scientifico? sbaglio o giordano bruno morì bruciato? mi sembra che anche galileo abbia rischiato, no? il primo medico che propose il lavaggio delle mani prima di assistere una partoriente fu emarginato dalla comunità scientifica contemporabea e morì povero ed abbandonato. hahaha! meditate! uomini=scimmie :)

  39. vito ha scritto:

    il gioco è davvero semplice. diciamo che non è vero niente, mettiamo tutto in mano ad un disgraziato che farà il lavoro sporco e poi noi ci prendiamo i benefici.
    è una vecchia storia che si ripete dalla notte dei tempi.
    non importa se le piramidi di bosnia ci sono o meno( ci sono ed è lampante) quello che importa è che non si sappia cosa ci sia dietro.
    dietro c’è tutta una storia spezzettata nelle varie leggende , spesso dialettali che raccontano storie diverse dalla storia ufficiale.

    ma davvero credete che sia plausibile pensare che noi piccoli esseri umani ci si sia evoluti in soli 12000 anni?
    ma se l’ultima grande guerra è stata solo 60 anni fa.
    ma fatemi il favore.
    la storia è ben diversa.
    davvero pensate che esseri così cocciuti come è l’essere umano possa comprendere l’entità di certi eventi?
    io credo fortemente che , con o senza queste piramidi, l’uomo che non vuole vedere non è un uomo. è un accademico della peggior specie.

  40. zike ha scritto:

    le piramidi in bosnia nn sono una cazzata,io ke vengo da quelle parti,lo dico.negli ultimi 3 mesi sn stati trovati tunnnel e altre cose di alto valore.nn credeteci ma vedrete i risultati fra 1 anno 2!!!
    dite pure ke sono kazzate

  41. clemente ha scritto:

    Innanzitutto, desidero spezzare decisamente una lancia a favore del signor Andrea Burzì, autore di un articolo a mio parere assolutamente impeccabile. sono in procinto di laurearmi in lettere, ma avendo sostenuto quattro esami su discipline archeologiche ed essendo anche appassionato di geologia e mineralogia, penso di poter parlare con un pizzico di autorità (parola grossa…) in più di tante persone che hanno lasciato commenti qui sopra… immagino che molti di costoro, di fronte ad un cristallo geminato di andalusite, crederebbero sia opera di gesù cristo: aveva pienamente ragione tertulliano nel dire “credo quia absurdum”. la nostra situazione storica ricorda palesemente quella del declino dell’impero romano, ivi compreso l’insopprimibile bisogno di consolazione da parte di teurgie, misticismi e dottrine della salvazione… povero Bruno, povero Voltaire!!! il fatto è che, secondo me, l’archeologia è sì per l’80% una disciplina scientifica, ma per il restante 20% resta umanistica, innegabilmente: vorrei proprio vedere se in chimica o fisica fosse possibile il sorgere di tante speculazioni meramente masturbatorie, e ancor di più sarei sorpreso nel constatare un tale interesse di massa verso tali teorie. quella radice di “studia humanitatis” che è alla base dell’archeologia, oltre ad accrescerne il fascino purtroppo genera anche – come un colpo di coda velenoso – l’esigenza di trovare riscontro, in uno scavo, alle ansie escatologiche di larga parte dell’umanità…per concludere, tutta questa faccenda sembra uscita fuori da un libro di Borges…e ho detto tutto. comunque, ancora complimenti al signor Burzì, nonchè alla linea editoriale seguita da questo blog.

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