Parma e Pisa ospiteranno dal 26 al 30 marzo 2008 il III Convegno Internazionale sulle ceramiche comuni, le ceramiche da cucina e le anfore della tarda antichità nel mediteranneo: archeologia e archeometria.
Organizzatori dell’evento saranno Sara Santoro (Dipartimento di Storia, Università di Parma), Marinella Pasquinucci e Simonetta Menchelli (Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico, Università di Pisa ). Il tema specifico sarà “Mediterraneo occidentale ed orientale a confronto”. Il Congresso si articolerà in sessioni di relazioni, posters, visite ad aree archeologiche e musei.
Come nelle precedenti edizioni, i Congressisti potranno visionare le ceramiche di numerosi contesti archeologici italiani. Verranno inoltre messi a disposizione alcuni microscopi per permettere un fruttuoso scambio fra archeologi ed archeometristi.
Gli interessati a partecipare al congresso possono compilare il modulo d’iscrizione, da richiedere ed inviare all’indirizzo lrcw3@humnet.unipi.it entro il 1 settembre 2007. Una circolare, con maggiori dettagli, sarà inviata a coloro che avranno effettuato l’iscrizione.
E’ stata pubblicata una breve, ma completa guida degli scavi dell’abitato di Sorgenti della Nova (in provincia di Viterbo), risalente al XI-X secolo a.C. che illustra i risultati delle trentennali campagne di scavo condotte dall’Università degli Studi di Milano.
Il volume, di cui sono autori Nuccia Negroni Catacchio e Massimo Cardosa, rientra nelle pubblicazioni curate dal Centro Studi di Preistoria e Archeologia di Milano.
Sorto nell’XI secolo a.C. collocato su una rupe di tufi e pomici alla confluenza di due torrenti, nel cuore della Maremma tosco-laziale, l’abitato dell’età del bronzo di Sorgenti della Nova rappresenta un ambito privilegiato di conoscenza del mondo protoetrusco per la ricchezza e l’abbondanza dei suoi resti archeologici, disturbati solo in parte dagli interventi umani moderni.
Nonostante le parziali distruzioni causate dai lavori di una cava rimasta attiva fino al 1975, è stato infatti possibile individuare e portare alla luce numerose grotte artificiali e fondazioni di capanne, oltre a varie strutture secondarie come buche di scarico, bacini per la raccolta delle acque, canalette di drenaggio, forni in cotto, che evidenziano le caratteristiche monumentali e la forma ormai “protourbana” dell’insediamento.
L’interesse di Sorgenti della Nova è infine completato dalla parziale sovrapposizione sull’abitato protostorico del centro medievale di Castiglione, dominato dai resti di un’alta torre e di una piccola chiesa, intorno ai quali sono state rinvenute numerose abitazioni di tipo rupestre. Gli scavi sono in corso dagli anni settanta e sono tuttora condotti dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.
Il volume è stampato dall’editrice Laurum e può essere acquistato al prezzo di euro 16 scrivendo a quest’email: info@editricelaurum.it
Il 20 luglio 2007, presso la sede di Palazzetto Mirto a Palermo, è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Soprintendenza del Mare e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera.
Il Protocollo è stato fortemente voluto dalle due Amministrazioni al fine di tutelare i beni sommersi di interesse storico archeologico e per consolidare ufficialmente un rapporto di reciproca collaborazione che già in tanti anni ha portato ad una serie di successi ottenuti in azioni a mare condotte in piena sinergia con l’impiego congiunto di uomini e mezzi.
Il Soprintendente Sebastiano Tusa e il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Amm. Raimondo Pollastrini hanno ufficializzato quindi un rapporto che ha già visto alcune collaborazioni in occasione di scavi archeologici subacquei, di recuperi di reperti sottomarini e azioni di prevenzione sul territorio, nonché programmi di formazione del personale della Guardia Costiera sulle tecniche di scavo archeologico subacqueo.
Dal 10 agosto 2007 ritorna l’appuntamento estivo delle “Passeggiate notturne tra i Templi” all’interno dell’area archeologica di Paestum (nella provincia di Salerno), che durerà fino al 1 settembre 2007.
Dalle ore 20.45 alle ore 21.30 due gruppi di visitatori partiranno per una speciale visita guidata tra gli scavi illuminati. A conclusione della passeggiata sarà riservata al pubblico notturno, la partecipazione ad un suggestivo evento di musica e luci nello splendido scenario dei Templi.
L’iniziativa è organizzata e promossa dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento.
E’ stata riportata in luce all’interno del sito dell’antica città greco-romana di Sagalassos, nella Turchia centro meridionale, un’imponente statua in marmo, di pregevole qualità artistica, che ritrae l’imperatore romano Adriano.
Autori dell’importante scoperta sono gli archeologici diretti da Marc Waelkens, dell’Università cattolica di Lovanio (Belgio). Per ora sono stati recuperati tre frammenti: una gamba, lunga oltre un metro e mezzo, la testa di 70 centimetri ed un piede di 80 centimetri, ma c’è fiducia sulla possibilità di recuperare le parti rimanenti della scultura che, complessivamente, si stima in 4-5 metri di altezza.
L’attribuzione ad Adriano è pressoché certa, data la somiglianza con i ritratti conosciuti dell’imperatore, ed il contesto storico-archeologico.
Il ritrovamento riaccende i riflettori sul sito dell’antica Sagalassos, segnalata per la prima volta nel 1706 da Paul Lucas durante la sua missione archeologica nella Turchia sud occidentale su mandato di Luigi XIV, e citata, nella metà dell’ottocento, da William Hamilton per l’ottimo stato di conservazione delle sue rovine.
Gli scavi sono ripresi nel 1985, dopo quasi un secolo di oblio, grazie ai primi sondaggi condotti da un team anglo-belga guidato da Stephen Mitchell, mentre dal 1990 il sito è diventato palestra di scavo della già citata Università cattolica di Lovanio.
Per approfondimenti vi rimandiamo al sito del progetto.
Sagalassos Archeological Research Project
Noi ne discutiamo qui su AI Forum
Fotografie del ritrovamento su gentile concessione.
Copyright - Sagalassos Archaeological Research Project (tutti i diritti riservati)
* Testa della statua di Adriano dal sito di Sagalassos
** Piede destro con sandalo della statua di Adriano di Sagalassos
Sabato 16 giugno 2007 è stata inaugurata e aperta al pubblico, la Grotta dell’archeologia, un’area di sperimentazione archeologica realizzata nel Ricovero antiaereo di Villa Doria a Genova e indirizzata a chi desidera rivivere la preistoria ligure.
Fra gli alberi del Parco di Villa Doria, alle spalle di piazza Bonavino di Pegli si apre l’ingresso di un Ricovero antiaereo scavato nel fianco della collina. Il suo aspetto richiama una grotta, anche grazie al contesto in cui è collocato, al riparo e lontano dai rumori della città.
Il rifugio, scavato durante la Seconda Guerra mondiale per proteggere gli abitanti di Pegli dai bombardamenti, accoglie ora questo spazio sotterraneo ispirato alle grotte liguri, nel quale il pubblico potrà scoprire e provare attrezzi, strumenti, oggetti quotidiani, momenti, difficoltà e esperienze della vita quotidiana nella preistoria.
E’ questo un modo nuovo di scoprire e capire la preistoria e le radici storiche del continente europeo grazie al quale visitatori possono sperimentare problemi e situazioni quotidiane, dall’accensione del fuoco alla preparazione del cibo, dalla lavorazione di strumenti in selce alla creazione di ornamenti, alla pittura realizzata con ocra e coloranti naturali.
E’ ripresa da qualche giorno sulla sommità del Monte San Martino, in Trentino, sulle montagne tra il Lomaso e l’Altogarda, l’indagine archeologica condotta dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Provincia autonoma di Trento attorno all’antica fortezza venuta alla luce quattro anni fa. Raggiungibile in un’ora e mezzo di cammino da Lundo, lo scavo archeologico sta riportando alla luce una fortezza “barbarica”, ultimo, isolato baluardo del sistema antico del Garda e delle ricche città della pianura Padana, Verona e Brescia.
La campagna di scavo, giunta al suo quarto anno, proseguirà fino a tutto agosto. Il sito archeologico è di straordinaria importanza, tanto da attirare l’attenzione e l’interesse degli studiosi di tutta Europa. In particolare della Kommission zur vergleichenden Archäologie römischer Alpen und Donauländer der Bayerischen Akademie der Wissenschaften, con la quale la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Lomaso sottoscriveranno un protocollo d’intesa per una collaborazione nell’indagine e nello studio di questo particolare contesto archeologico trentino. Lo schema di protocollo d’intesa è stato approvato stamane, nel corso della sua seduta a Malga Stabio, dalla Giunta provinciale.
L’interesse della Bayerische Akademie per la fortezza barbarica del monte di San Martino è dato proprio dal fatto che il centro studi bavarese ha come specifico proprio ambito di ricerca la verifica e la divulgazione scientifica di contesti, insediamenti, necropoli e manifestazioni culturali delle società partecipi della formazione e dell’affermazione dei regni romano-barbarici, fine del mondo antico e radice dell’Europa moderna.
L’interesse della Provincia ad avviare la collaborazione – si spiega nella delibera, che porta la firma dell’assessore alla cultura Margherita Cogo - trova ragione nella “necessità di sostenere il processo di internazionalizzazione e valorizzazione del sistema trentino della ricerca favorendo il consolidamento, su basi di reciprocità, di rapporti di cooperazione con i vari enti di ricerca scientifica e tecnologica e sulla qualità delle presenze, strumento fondamentale per la crescita del capitale umano e per lo sviluppo della qualità e della competitività dell’intera comunità”.
Il sito archeologico del Monte San Martino ospita notevoli opere di fortificazione e di frequentazione durante i difficili anni che vedono la presenza e il sovrapporsi di Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi nel territorio trentino. Un sito di notevoli potenzialità in relazione alla possibilità di acquisire dati e documenti su un periodo storico che è stato cruciale negli esiti che esso ha avuto per l’intera storia regionale.
Camminare sulle tracce della storia lungo percorsi di grande bellezza naturale: è la proposta che coniuga cultura e turismo, curata dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con l’Azienda per il Turismo della Valle di Non e l’Associazione Parco Fluviale Novella. L’iniziativa, denominata Archeotrekking, si svolge nell’ambito delle attività estive del Museo Retico di Sanzeno, attualmente chiuso al pubblico per i lavori per l’allestimento dell’esposizione permanente.
Due gli itinerari che i partecipanti potranno percorrere assieme all’archeologo Denis Francisci: “Sanzeno dai Reti agli eremiti”, dal Museo Retico di Sanzeno al Santuario di S.Romedio (venerdì 27 luglio, 3, 17 e 24 agosto alle ore 14.30) e nel canyon del Parco fluviale Novella (sabato 28 luglio, 4, 11 e 18 agosto alle ore 15).
Nel corso della camminata saranno illustrati aspetti archeologici, storico – artistici e ambientali dei percorsi attraverso la ricostruzione di pagine di storia antica poco note dei siti e dei monumenti visitati e della vita degli antichi abitanti dell’Anaunia.
Titolo: I profumi di Afrodite e il segreto dell’olio. Scoperte archeologiche a Cipro.
Luogo: Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli.
Periodo: dal 14 marzo al 2 settembre 2007.
Biglietti: intero euro 8, ridotto euro 6 comprensivo dell’ingresso al museo, solo mostra intero euro 4,50, ridotto euro 2,50.
Orario: da martedì a domenica ore 9-20; la biglietteria chiude alle ore 19. Lunedì chiuso.
Catalogo: Gangemi editore
Informazioni: tel. 06 82059127 - sito della mostra
Comunicato stampa
Quasi 60 reperti provengono dal sito archeologico di Pyrgos nell’isola di Cipro, dove la Missione Archeologica dell’ITABC – CNR, finanziata dal Ministero degli Affari Esteri ha portato alla luce la più antica fabbrica di profumi - ad oggi nota - del Mediterraneo. Ben 4 profumi preistorici sono stati ricreati appositamente per la mostra, sulla base di prove di archeologia sperimentale e potranno essere annusati dal pubblico lungo il percorso.
Tutti gli elementi che costituiscono la mostra guidano il visitatore attraverso l’affascinante scoperta, emersa a Pyrgos (sito sul versante meridionale della collina di Mavroraki nell’isola di Cipro), dei resti di un impianto industriale costituito da un vasto edificio di almeno 4.000 metri quadri che risale all’inizio del II millennio a.C.
È stato così dimostrato per la prima volta che nell’estremo bacino orientale del Mediterraneo l’olio d’oliva non veniva prodotto a soli scopi alimentari ma anche come base per la produzione di antichi profumi.
Le otto campagne di scavo - iniziate nel 1998 dalla Missione Archeologica Italiana del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dirette dalla ricercatrice Maria Rosaria Belgiorno - hanno messo in luce fino ad oggi il 30% circa del complesso architettonico.